Madre e figlio “liberati” dopo 2000 anni
Lungo la via Latina scoperta una tomba contenente due corpi mummificati “nascosta” sotto un pilone dell'Enel e rinvenuta nel corso dei lavori di rimozione della struttura. L'importante ritrovamento è avvenuto la scorsa estate, ma è stato pubblicizzato solo ora per evitare furti e saccheggi
di Daniela Fognani
«Un ritrovamento archeologico eccezionale, soprattutto per lo stato di conservazione dei reperti». Così Anna Reggiani, soprintendente archeologico del Lazio, ha commentato il ritrovamento di due sarcofagi inviolati, con i resti di un ragazzo e della madre, risalenti al primo secolo dopo Cristo, nei pressi delle catacombe "Ad Decimum", lungo la via Latina.
Nelle tombe, due corpi mummificati: quello di un ragazzo, Carvilius Gemellus, alto, snello, avvolto in un sudario, e quello della madre, Aebutia Quarta, con una treccia annodata dietro la nuca ed una fascia di tessuto, deceduta intorno ai 42 anni. «Una vera signora», come ha commento Mauro Rubini, che ha curato gli scavi assieme a Franco Arietti e a Giuseppina Ghini.
La tomba era nascosta sotto un pilone dell'Enel ed è stata ritrovata per caso, dopo la rimozione della struttura, come aveva richiesto il proprietario di un piccolo appezzamento di terreno, dove, per quasi 2000 anni, sono rimasti nascosti i due sarcofagi.
Il ritrovamento, che risale all'estate scorsa, non è stato pubblicizzato prima per impedire furti e saccheggi, mentre si lavorava al recupero dei preziosi reperti. I corpi mummificati sono stati trasportati nel laboratorio d'antropologia della Soprintendenza per essere studiati ed analizzati.
La sepoltura, nel suo insieme, è ricca di iscrizioni, corredi e decorazioni che gli studiosi definiscono molto interessanti. Ad ospitare gli importanti reperti sarà il museo archeologico dell'Abbazia di San Nilo, a Grottaferrata. L'annuncio è stato dato da Giuseppina Ghini, sovrintendente dei beni archeologici dell'area tuscolana, che ha partecipato agli scavi, nel corso della presentazione di una conferenza stampa, tenutasi a metà febbraio nell'Abbazia di San Nilo, alla presenza del ministro dell'Ambiente, Willer Bordon.
Il sindaco di Grottaferrata, Angelo Viticchiè, ha colto l'occasione per annunciare che il ministero dei Beni culturali ha concesso un finanziamento di 800 milioni di lire che, nell'arco dei prossimi due anni, dovrebbe portare a compimento il restauro del museo archeologico dell'Abbazia.
Un museo importante, che i sarcofagi ritrovati a Grottaferrata arricchiranno ulteriormente e che potrà diventare, come ha auspicato il sottosegretario al ministero degli Interni, Severino Lavagnini, «parte di un circuito integrato nel percorso razionalizzato delle presenze museali del territorio».
Ref: http://www.lacittametropolitana.it/Giornali/2001/2001-02/2001-02-p07n1.html
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